Geno Smith, Qb, Senior, West Virginia Mountaineers
Pro
- Passaggio potente e preciso
- Mobilità
- Etica lavorativa
- Lettura difesa
Contro
- Footwork
- Frettoloso sotto pressione
- Poco utilizzo della corsa
L’onda di giovani quarterback scramble in Nfl ha preso un’impennata con l’arrivo di Cam Newton e di Robert Griffin III, due talenti con diversi interrogativi riguardanti il corretto utilizzo del braccio.
Fortunatamente da quanto mostrato fino ad ora entrambi non possono essere accusati di essere dei soli scramble grazie a prestazioni molto convincenti anche nel gioco aereo. A questi due si potrebbe aggiungere presto Geno Smith, talento di West Virgina autore di una stagione fantastica con il solo utilizzo del braccio.
Smith è un quarterback di colore atipico per le sue caratteristiche perché predilige il pass game e spesso si intestardisce a insistere con un passaggio piuttosto che sfruttare il suo fisico in un azione di corsa. Aspetto molto sospetto ma che potrebbe giocare tutto a vantaggio del ragazzo originario di Miami,Florida.
In tre anni da starter le cifre hanno pagato questo modo di esprimersi, avvantaggiandosi di un sistema offensivo difficile da difendere come è lo Spread e con il livello delle difese della Big 12, anche se il passaggio al livello successivo richiederà certamente un impiego delle proprie gambe al fine di confondere gli avversari.
Smith è il ragazzo ideale per una squadra che abbia già qualche punto di riferimento all’interno del roster: intelligente, voglioso di apprendere e di migliorarsi, potrebbe far comodo a più formazioni nonostante qualcuno continui preferirgli Matt Barkley essendo forgiato dal sistema West Coast, ben apprezzato al piano superiore.
Ma il braccio potente e preciso, la mobilità e una certa autonomia nel riconoscere le mosse della difesa lo rendono un giocatore molto malleabile e adattissimo al sistema West Coast, sistema che cerca di far avvicinare il più possibile gli avversari alla linea di scrimmage per poi liberare spazi sul profondo.
Sicuramente un sistema in cui “l’artista del touchdown” potrebbe trovarsi bene; per farlo al meglio ci sarebbe bisogno di lavorare su qualche aspetto fondamentale per il tempo di sviluppo dell’azione.
Innanzitutto il footwork, ovvero il posizionare il più in fretta possibile i piedi al fine di avere una posizione sicura per scaturire il miglior lancio; fino ad ora Smith ci ha impiegato qualche secondo di troppo e per un sistema in cui la velocità può fare la differenza questo potrebbe essere un dettaglio non da poco anche se risolvibile già dai primi camp.
Per secondo, ma forse per primo come importanza, la quantità di palloni sprecati: è spesso capitato che Geno lanciasse palloni importanti senza senso quando messo in difficoltà dai pass rusher a causa di una cattiva protezione della linea. Premettendo che una squadra nella Top 3 non abbia proprio la miglior linea della Lega, sarà importante curare questo aspetto al fine di evitare intercetti sanguinosi.
Quindi tutto si ricollega alla sua volontà di correre: se il numero 12 dei Mountaineers facesse un maggior utilizzo delle proprie gambe al fine di uscire dalla tasca nella speranza di trovare yards importanti o un compagno libero, allora il suo impatto potrebbe essere davvero notevole fin da subito.
La sua posizione al draft è spaventosamente salita grazie alle prime cinque partite della stagione ma è stata ridimensionata dalle ultime sconfitte. Sul record di 5-4 cadono i principali dubbi: è veramente pronto Geno Smith per le signore difese della Nfl?
Domanda difficile da rispondere ma questa classe di qb non propone il vero Nfl Ready perciò qualche rischio bisognerà prenderselo. Attualmente sembra essere favorito su Barkley,in quanto la disponibilità di mezzi, anche se il Trojans non dispiace affatto per la sua leadership.
Da qui ad aprile ne vedremo e ne sentiremo delle belle, molto dipenderà da chi sarà la prima franchigia a chiamare. Ricordiamoci che i Chiefs dissero di voler a tutti i costi il talento di West Virginia ma allora la situazione non era proprio così disperata. Possibile passo indietro?
I Jaguars sono i secondi candidati alla sua chiamata avendo avuto un felice passato con i qb di colore ma tutto dipenderà dalla dirigenza, visibilmente in difficoltà e da anni sull’orlo del licenziamento.
Qualunque sia la destinazione è imperativo dire che Geno avrà bisogno del tempo per maturare perché la Nfl non è la Big 12. Ma il potenziale c’è tutto, e allora perché non rischiare? Dopotutto chi non rischia non rosica.
Federico Vedovelli








